Sulle rovine di Gibellina Vecchia, rasa al suolo dal terremoto del Belice, Alberto Burri ha colato una immensa colata di cemento bianco che ricalca l’antico tracciato del paese: isolati diventati blocchi, vicoli diventati crepe larghe due o tre metri in cui si cammina in silenzio. Oltre ottantamila metri quadrati di memoria collettiva, iniziati nel 1984 e completati nel 2015.
